Non sarà l'AI a rubarci il lavoro

Il timore che le macchine ci spazzino via le mansioni intellettuali è ormai un coro stonato. Quando, però, l’AI avrà la forza di comandare robot autonomi, la questione cambia taglio: non è più la sostituzione di compiti, ma la scomparsa di un’intera categoria di occupazione. Gli esseri umani, confinati in una realtà che ricorda più una sceneggiatura di fantascienza che un futuro pianificato, saranno costretti a rivedere il proprio ruolo. Il risultato sarà una convivenza forzata con entità metalliche, una sorta di coabitazione che, se non gestita, si tradurrà in un vuoto di identità professionale. L’idea romantica di collaborare con robot resta un miraggio, perché l’AI non ha alcun interesse a preservare l’ego umano. Ciò che resta è un futuro dove la produttività è affidata a circuiti, mentre noi ci limitiamo a osservare il nostro stesso declino.

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